Lavoro
Come ingegnere forestale, imprenditore e presidente dell’associazione forestale ticinese (Forestaviva-AFT) ho la fortuna di lavorare in un favoloso settore a stretto contatto con la natura e il paesaggio. Il bosco qualifica il paesaggio ticinese più di ogni altro ambiente, infatti è presente su oltre la metà del territorio (52%). Studi socioeconomici hanno dimostrato che le prestazioni economiche annue del bosco ticinese per le funzioni protettive, produttive, ecologiche, paesaggistiche ecc. sono dell’ordine di alcune centinaia di milioni annui. In Ticino, gli investimenti pubblici per i progetti forestali raggiungono mediamente i 30 milioni di franchi all’anno. Sono fermamente convinto che il bosco ticinese abbia un grandissimo potenziale soprattutto in ambito energetico, potenziale ben evidenziato nel recente piano energetico cantonale (PEC). Inoltre grazie alla nuova politica regionale (NPR) vi è il potenziale per creare interessanti posti di lavoro nelle zone montane e periferiche. Le ricadute economiche locali grazie al concetto delle filiera corta e della messa in rete degli operatori sarà notevole. Di conseguenza, la presenza di un numero maggiore di centrali termiche di quartiere a biomassa (munite di filtro), con annessa rete di teleriscaldamento, contribuisce da un lato al mantenimento di posti di lavoro nelle regioni periferiche, ma dall’altro comporta anche vantaggi di una gestione sostenibile del bosco con una valorizzazione del legname indigeno come vettore energetico rinnovabile.
